Biblioteca civica Antonio Tiraboschi

Mimmo Boninelli

Nato a Bergamo il 7 gennaio del 1951, nel 1991 consegue la laurea in Sociologia e, nel 1995, la laurea in Filosofia presso l’Università di Urbino, entrambe con il massimo dei voti con lode.

Dal 1975 al 1981 Mimmo Boninelli collabora con l'Istituto Ernesto de Martino con il quale intratterrà durante tutto l’arco della sua vita assidui rapporti scientifici inerenti allo studio delle classi popolari e delle culture locali.

Dal 1981 al 1988, come libero professionista, si adopera per il Comune di Bergamo nell’allestimento della Fonoteca della Biblioteca "Antonio Tiraboschi" avviando al contempo la costituzione dell’Archivio della Cultura di Base, con l’intento di raccogliere testimonianze orali e fondi di ricerche sul campo finalizzate alla conoscenza delle culture del mondo contadino e della realtà urbana bergamasca. Entrambi i fondi sono oggi conservati presso la Biblioteca Tiraboschi. 

Dal 1982 è direttore scientifico della collana di studi etnografici «Quaderni dell’Archivio della Cultura di Base» edita dal Sistema Bibliotecario Urbano di Bergamo, giunta oggi al 41° numero, da lui stesso curato, dal titolo “Pastì pastù: fiabe, storie e leggende della provincia di Bergamo” di Antonio Tiraboschi.

Proprio in uno di questi Quaderni, il n. 9, “Giuochi fanciulleschi e Indovinelli popolari bergamaschi”, pubblicato nell’ottobre del 1987, si può leggere un suo pensiero:

“La morte di Antonio Tiraboschi, nel 1883, a soli 45 anni, interrompe il lavoro di raccolta e di sistemazione definitiva sia dei Giuochi Fanciulleschi sia degli Indovinelli popolari bergamaschi. Nessuno ha ritenuto utile e necessaria una sistemazione del materiale tiraboschiano; … E’ una ricerca difficile, contro il tempo – così come sta avvenendo in diverse località del nostro paese – per documentare le permanenze e le rotture con il passato; oppure soltanto per sottolineare le notevoli differenze che hanno caratterizzato la società bergamasca nel volgere di un secolo.”

In queste parole, si intravede l’urgenza di rispondere al “passare del tempo” con la precisa intenzione di salvaguardare il vasto patrimonio di cultura popolare bergamasca, già raccolto nell’Ottocento da Antonio Tiraboschi e da altri etnografi, oggi conservato presso la Biblioteca Civica Angelo Mai, rendendolo fruibile ai lettori attraverso lo studio sistematico di revisione, comparazione e indicizzazione. 

Nel 1984 Boninelli viene assunto dal Comune di Bergamo, entrando a far parte dapprima dell’organico della Biblioteca Tiraboschi e, successivamente, del Centro Servizi per Stranieri dove si interessa ai temi dello scambio interculturale, alle problematiche scolastiche legate all'inserimento nelle classi di studenti stranieri e all'aggiornamento del quadro statistico degli stranieri residenti in città. Dal 2009 al 2011 collabora con la Fondazione Bergamo nella Storia, concludendo la sua carriera lavorativa nel 2016 presso la Biblioteca musicale Gaetano Donizetti.

La poliedrica personalità di Boninelli, il suo impegno in campo sociale e politico, le sue ricerche storiche, la sua profonda conoscenza del canto popolare, la creatività artistica e la personalità di cantautore rappresentano tutt’oggi un punto di riferimento in campo etnografico ed etnomusicologico. La sua indole di studioso serio e rigoroso, unita all’umanità del carattere, ne fanno una persona di vaglia, apprezzata da quanti hanno lavorato con lui, come colleghi, come ricercatori e come compagni dei concerti musicali, nei quali spiccavano le sue doti di chitarrista e interprete vocale.

Mimmo Boninelli ci ha lasciati nel 2016 e, nello stesso anno, il Comune di Bergamo gli ha riconosciuto la Civica Benemerenza alla Memoria con la seguente motivazione:

«Tra le numerose attività da lui seguite, in virtù della sua profonda conoscenza derivata dagli studi di ambito locale, ricordiamo che Mimmo dal 2009 al 2011 ha coordinato, presso la Fondazione Bergamo nella Storia, le attività di ricerca del progetto Bergamo e il Novecento e ha anche curato l’acquisizione dell’archivio e della biblioteca del suo amico Carlo Leidi, figura di rara levatura intellettuale. È stato inoltre cantore, compositore, didatta e custode del patrimonio musicale popolare».

 

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Opere di Mimmo Boninelli consultabili presso il Sistema Bibliotecario Urbano